23/06/2017
L'Associazione che riunisce gli Ospedali Pediatrici Italiani (AOPI), tra cui il Bambino Gesù, auspica una rapida conversione in legge del decreto Lorenzin sugli obblighi vaccinali. I direttori dei maggiori ospedali e presìdi pediatrici italiani si uniscono alle considerazioni delle società scientifiche e delle associazioni che hanno collaborato alla redazione del Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2017-2019 e condividono quanto espresso dalla Società italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubbilca (SITI), Società Italiana di Pediatria (SIP), Istituto Superiore di Sanità (ISS).
 
«La mancata approvazione o un ridimensionamento sulla base di compromessi politici e non evidenze scientifiche vanificherebbe il lavoro fatto fin qui dal Ministero, dalle Regioni e dagli operatori in tema di politiche vaccinali lanciando un messaggio destabilizzante alla popolazione che finalmente sta reagendo alla 'esitazione vaccinale' dilagante» sostiene SITI. «Auspichiamo interventi migliorativi, tra cui l'inserimento della vaccinazione antipneumococcica che l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha più volte come quella a più alta priorità di introduzione e applicazione in tutti i Paesi del mondo, per l'elevata incidenza e mortalità connesse alle malattie pneumococciche, tra le quali meningiti, sepsi e polmoniti».
 
Per Alberto Villani presidente SIP «chi sostiene che 12 vaccini obbligatori sono troppi e andrebbero ridotti ignora le evidenze scientifiche che hanno portato il Ministero della Salute a scegliere la strada dell'obbligo vaccinale. Tornare indietro sarebbe un pericoloso autogol per la salute dei cittadini. La strategia di legare le vaccinazioni all'iscrizione scolastica ha dimostrato di essere efficace in molti Paesi per prevenire le epidemie. Il decreto, infatti, è volto a salvaguardare la salute dei bambini e dei cittadini: in primo luogo di quelli che vengono vaccinati e quindi protetti da malattie letali come la meningite, ma anche di tutti quei bambini che, a causa di gravi malattie immunitarie o oncologiche, non possono essere vaccinati. Infatti l'aumento delle coperture vaccinali diminuisce il rischio di diffusione delle malattie contro cui ci si vaccina».
 
Walter Ricciardi, presidente dell'ISS nella sua audizione in Parlamento ha ricordato che «In Italia nessuna vaccinazione raggiunge la soglia di sicurezza del 95%, e questo è un segnale allarmante perché significa che decine di migliaia di bambini e adolescenti sono esposti a rischi inutili. In tali situazioni si deve intervenire per prevenire le epidemie prima che esplodano. Prevenire significa appunto intervenire prima che la gente si ammali e muoia».

Al di là dell'obbligo vaccinale, l'Associazione degli Ospedali Pediatrici Italiani sottolinea l'importanza del Piano nazionale di Prevenzione vaccinale che è stato inserito nei Livelli Essenziali di Assistenza e che, anche a fronte di un investimento economico da parte dello Stato, offre l'opportunità a tutti i cittadini italiani (di qualsiasi età) di essere protetti nei confronti delle malattie prevenibili con il vaccino.

 

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