10/07/2019

Trieste, 9 lug - "Rete e multidisciplinarietà sono i fattori fondamentali nella messa a disposizione del sangue cordonale, la cui donazione è indolore, gratuita, volontaria e soprattutto può salvare la vita di altre persone e per questo va ulteriormente stimolata".

È il concetto espresso dal vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, nella conferenza stampa tenutasi oggi all'Irccs Burlo Garofolo di Trieste sulla campagna di informazione in merito alla donazione del sangue cordonale, sulla quale la Regione e l'Istituto di ricerca e cura hanno messo a punto un progetto incentrato sul dialogo informativo rivolto ai futuri genitori con il supporto di due video.

All'incontro hanno preso parte, tra gli altri, il commissario straordinario del Burlo, Francesca Tosolini, con il direttore scientifico Fabio Barbone e il direttore dell'area Promozione, Salute e Prevenzione del sistema sanitario regionale, Paolo Pischiutti. Presente anche il direttore della Protezione civile regionale, Amedeo Aristei.

Come spiegato nelle clip, le cellule del sangue cordonale permettono di curare 80 malattie del sangue come la leucemia, i linfomi e la talassemia e sono utili per la ricerca su altre patologie ematiche. Dopo la 34. settimana di gravidanza, l'ostetrica, nel corso di in colloquio con i futuri genitori, illustra l'opportunità della donazione, che avverrà un minuto dopo il parto: il cordone viene tagliato e il sangue cordonale viene raccolto in una sacca che viene trasportata dalla Protezione civile prima a Palmanova e di lì, attraverso un mezzo dedicato, nell'apposita banca di Padova, dove viene conservato a bassissima temperatura. I trasporti di sacche contenente sangue cordonale, ha riferito Aristei, sono stati complessivamente 127 in tutta la regione nel 2018 e già 67 quest'anno.

Le donazioni al Burlo mostrano una ripresa, come hanno reso noto i responsabili dell'Irccs, avendo superato nei primi sei mesi del 2019 il totale del 2018. Tuttavia "l'importanza del dono - ha detto Riccardi - richiede uno sforzo di comunicazione ulteriore. Qui le competenze della salute, secondo un paradigma che sarà sempre più vincente, concorrono insieme; professioni sanitarie, Protezione civile, cultura del dono, capacità della ricerca e volontariato si alleano in un sistema senza compartimenti stagni".

"Questo - ha concluso il vicegovernatore - ci fa pensare che, quando parliamo di punti nascita, la cultura della vita non è una questione di codici di avviamento postale su cui costruire isolate fortune elettorali ma di qualità della salute e di sicurezza di un'intera comunità regionale che chi governa responsabilmente deve saper tutelare e promuovere". ARC/PPH/fc.

Il vicegovernatore regionale Riccardo Riccardi all'IRCCS Burlo Garofolo per la conferenza stampa sulla donazione del sangue cordonale

 

 

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