Si inaugura la collaborazione transfrontaliera per gli impianti uditivi del tronco encefalico (Auditory Brainstem Implant, ABI)

Il sistema uditivo, e in particolare l’orecchio interno o “coclea”, ci permette di ascoltare. Il suono attraversa l'orecchio esterno e medio e mette in vibrazione le piccole cellule cigliate nella coclea che convertono le onde sonore in segnali elettrici. Questi segnali viaggiano lungo il nervo uditivo e attraverso le stazioni delle vie uditive centrali arrivano fino alla corteccia uditiva e associativa. La maggior parte delle sordità neurosensoriali è causata dalla perdita o dal danneggiamento delle cellule cigliate. Se rimangono abbastanza cellule cigliate funzionanti, gli apparecchi acustici possono amplificare i suoni e renderli udibili. In caso di sordità da grave a profonda, potrebbero non esserci cellule cigliate funzionanti a sufficienza. Per questi bambini è indicato l'impianto cocleare: una matrice di elettrodi viene inserita nella coclea per stimolare direttamente il nervo uditivo e ripristinare l'udito.

Per un numero molto piccolo di bambini sordi l’ipoacusia può essere causata da una coclea e da un nervo uditivo assenti o malformati. Altri bambini contraggono la meningite con conseguente ossificazione cocleare che impedisce il successo dell'impianto cocleare. In questi bambini il suono non può passare efficacemente dall'orecchio interno al cervello, quindi gli apparecchi acustici o gli impianti cocleari non sono di alcun beneficio.

Questi bambini possono essere candidati all’IMPIANTO UDITIVO DEL TRONCO ENCEFALICO (Auditory Brainstem Implant, ABI).

La parte interna dell'ABI viene impiantata chirurgicamente direttamente sul tronco encefalico bypassando interamente la coclea e il nervo acustico. L'ABI stimola direttamente l'area uditiva del tronco encefalico per ripristinare l'udito.

L'ABI richiede una stretta collaborazione tra audiologi, otologi, neurochirurghi, neuroradiologi, riabilitatori ed esperti tecnici. Gli ABI sono per lo più utilizzati negli adulti dopo chirurgia del neurinoma del nervo acustico, ma anche un ristretto numero di bambini sordi sono candidati a questa procedura. A causa del piccolo numero di interventi eseguiti e della variabilità delle condizioni e dei risultati, è difficile prevedere il risultato dell'ABI. Nella maggior parte dei casi e i pazienti con ABI sviluppano un certo grado di abilità percettive uditive.

L‘Otorinolaringoiatria e l‘Audiologia Pediatrica dell'IRCCS Burlo Garofolo di Trieste e l'Audiologia e l’Otologia del Centro Medico Universitario di Lubiana, entrambi centri di riferimento per la cura della sordità e l'impianto cocleare per le rispettive nazioni, hanno avviato una sinergia di lavoro che combina alta tecnologia, abilità chirurgiche e riabilitative per casi rari e complessi. Riteniamo che occuparsi della sordità infantile ai massimi livelli in Europa richieda oggi un'organizzazione transfrontaliera che unisca le forze, promuova le informazioni e la formazione del personale e rafforzi infine la ricerca traslazionale.

In tale ambito è programmata, domenica 16 settembre dalle 10 alle 12, nell'Aula Magna dell'IRCCS Burlo a Trieste, una lezione magistrale tenuta dal Prof. Levent Sennaroglu sulle "Malformazioni cocleovestibolari e indicazione agli ABI pediatrici" "CochleoVestibular Malformations and Auditory Brainstem Implant indications in childhood" , la cui partecipazione è legata a personale invito. Successivamente, marted' 18 settembre, sempre su personale invito, è prevista la seconda lezione magistrale sulla "Chirurgia degli ABI pediatrici" ("Auditory Brainstem Implant surgery in children"), presso il  Policlinico di Ljubljana, dalle 16 alle 18 (Predavalnica Klinike za ORL in CFK, UKC Ljubljana).

 

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