Che cos'è

La tosse è un normale meccanismo di pulizia e di difesa delle vie aeree e in condizioni normali un bambino può tossire fino a 30 volte al giorno. La tosse, quando più intensa e più frequente di così, può essere un sintomo aspecifico di accompagnamento di molte condizioni patologiche, ma quando è acuta e rappresenta il sintomo principale è generalmente dovuta a un’infezione delle alte vie respiratorie. Nei primi giorni, quando sono coinvolte le più alte vie respiratorie ricche di recettori della tosse e povere di cellule mucipare, la tosse tende a essere secca, stizzosa e molto fastidiosa. Nei giorni successivi, quando vengono interessate le vie respiratorie distali maggiori produttrici di muco, la tosse diventa  catarrale e meno fastidiosa. La durata può essere variabile con risoluzione nel 50% dei casi in 10 giorni, ma alcuni bambini possono continuare a tossire fino oltre le 3 settimane. Pertanto, in assenza di bandierine rosse come la difficoltà respiratoria associata, solo la tosse “protratta” (che dura senza remissione per più di 4 settimane) o cronica (dove la durata supera le 8 settimane) è meritevole di approfondimenti diagnostici e terapia specifica. Spesso, soprattutto nei bambini in età prescolare, la tosse può avere un carattere ricorrente, perché frequenti sono le infezioni respiratorie, e dare la falsa impressione ai genitori che si tratti di una tosse cronica: il modificarsi delle caratteristiche della tosse nel corso delle settimane  (secca – grassa- secca; in crescendo – diminuendo e poi di nuovo crescendo) permettono di distinguerla da una vera tosse cronica “che non passa mai”.

Cosa fare

La tosse in corso di infezione delle vie aeree è un utilissimo meccanismo di difesa che non andrebbe contrastato. Anche laddove utilizzati i numerosi tipi di sciroppo per la tosse (mucolitici o sedativi che siano) risultano deludenti quando non formalmente controindicati (bambino sotto i 2 anni), tanto che numerose revisioni della letteratura hanno sancito la almeno pari efficacia del miele rispetto a questi prodotti nel controllare la tosse (NB. non offrire miele al bambino sotto l’anno per il rischio di botulismo infantile). Utili poi i  “consigli della nonna” per cercare di favorire il riposo notturno come sollevare il capo nella posizione coricata mettendo due cuscini sotto la testa e arieggiare e umidificare la camera da letto. Sono invece da evitare, per lo scarso beneficio e il rischio di ustione, le fumigagioni o suffumigi con liquidi bollenti.
La visita medica non è necessaria nella tosse acuta che va incontro ad attenuazione e risoluzione nei tempo canonici. In caso di tosse che non mostri alcuna tendenza alla riduzione dopo le 3-4 settimane invece andranno concordati con il Pediatra di Famiglia gli accertamenti e le terapie del caso.
Va invece contattato con urgenza il pediatra o il Pronto Soccorso in caso di:
1 . Età inferiore ai 3 mesi.
2 . Respiro con sibili o fischi.
3 . Difficoltà respiratoria (respiro frequente, rientramenti sotto le coste o sotto il collo, agitazione o prostrazione, difficoltà a parlare o a mangiare).
4. Storia suggestiva di possibile corpo estraneo inalato (esordio improvviso di tosse “soffocante” in bambino a cui è “andato di traverso” del cibo o qualche piccolo oggetto che stava manipolando).

Contributo scritto dalla dott.ssa Laura Badina.

11/04/2017

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