Data creazione: 
08/06/2026

Negli ultimi anni il sospetto di pubertà precoce è diventato uno dei motivi più frequenti di valutazione endocrinologica in età pediatrica. Nel sesso femminile tutto inizia dalla comparsa del cosiddetto ‘bottone mammario’ (o telarca) prima del compimento degli 8 anni di età.
Ma quel segno significa davvero che la pubertà è iniziata? Non sempre.
In molti casi si tratta di un fenomeno isolato destinato a non evolvere (il cosiddetto telarca prematuro isolato). In altri, invece, può rappresentare il primo segnale di una pubertà precoce centrale, cioè di un’attivazione anticipata dei meccanismi ormonali che regolano lo sviluppo puberale, con possibili effetti sulla crescita e sull’età del menarca.

Esistono poi forme intermedie — il cosiddetto telarca variant — che non rientrano completamente né nelle forme benigne né nella pubertà precoce conclamata e che rappresentano ancora oggi una delle principali zone grigie dell’endocrinologia pediatrica.
Distinguere tra queste situazioni è il compito del pediatra endocrinologo. Ed è anche la domanda da cui parte uno studio condotto presso l’IRCCS Burlo Garofolo, che ha analizzato l’evoluzione nel tempo di bambine con telarca comparso prima degli otto anni.

 

Intervista a cura della Direzione Scientifica - Direttore Scientifico Prof. Massimo Zeviani (contenuti: Lorenza Masè; Foto: Denise Zerjal)

 

 

 

Dott. Tamaro, che cos’è la pubertà precoce?

La pubertà è il processo che porta il corpo alla maturità sessuale e riproduttiva. Nelle ragazze il primo segno clinico è di solito la comparsa del bottone mammario, seguita dagli altri cambiamenti dello sviluppo puberale e, successivamente, dal menarca.Si parla di pubertà precoce centrale quando questi cambiamenti compaiono prima degli otto anni per lo sviluppo del seno e prima dei dieci anni per il menarca. È importante però distinguere: in alcune bambine si osserva una reale attivazione anticipata della pubertà, mentre in altre compare soltanto uno sviluppo mammario isolato, senza una vera progressione puberale.

Perché è importante riconoscerla?
Perché una pubertà che inizia troppo presto accelera inizialmente la crescita, ma anche la maturazione dello scheletro. Questo significa che la bambina cresce prima delle coetanee, ma smette di crescere anche prima, con il rischio di raggiungere una statura finale inferiore rispetto al proprio potenziale genetico.

 

Qual era la domanda clinica alla base dello studio?
Si tratta di uno studio monocentrico retrospettivo condotto al Burlo tra il 2013 e il 2025 su bambine valutate per sospetto sviluppo puberale precoce.
L’obiettivo era capire se forme diverse di sviluppo mammario precoce avessero evoluzioni differenti, soprattutto per quanto riguarda età del menarca e crescita finale.
In altre parole: tutte le bambine con comparsa precoce del bottone mammario seguono davvero lo stesso percorso?



E quali sono stati i risultati principali?
Le differenze più evidenti emergono nelle bambine con pubertà precoce centrale.
Nelle pazienti trattate con terapia frenante, il menarca compariva in media circa due anni più tardi rispetto alle bambine non trattate. Anche la statura finale tendeva a essere leggermente migliore, anche se nel nostro campione la differenza non raggiungeva la significatività statistica.
Diverso il caso delle bambine con telarca prematuro isolato e con telarca variant: in questi gruppi non si è osservata né un’anticipazione significativa del menarca né una riduzione della crescita finale. Abbiamo inoltre osservato una tendenza a un menarca più precoce nelle figlie rispetto alle loro madri, in linea con quanto già descritto in letteratura sull’anticipazione dello sviluppo puberale.

E le forme intermedie, il cosiddetto telarca variant?
Sono i casi più difficili da interpretare.
Non si tratta di una pubertà precoce conclamata, ma nemmeno di una forma completamente benigna. Alcuni esami ormonali mostrano segnali intermedi: non del tutto normali, ma neppure compatibili con una vera attivazione della pubertà.
Nel nostro studio questi casi erano pochi, ma il dato emerso è rassicurante: non sono state osservate differenze rilevanti né nell’età del menarca né nella statura finale, e non si sono verificate progressioni verso una pubertà precoce centrale.
Resta però una delle principali aree di incertezza clinica: capire quali forme rimarranno stabili e quali, invece, evolveranno nel tempo.

Negli ultimi anni si parla molto di pubertà sempre più precoce: è davvero così?
Esiste effettivamente una tendenza all’anticipazione dello sviluppo puberale e dell’età del menarca, descritta anche in molti studi internazionali.
Le cause sono probabilmente molteplici: miglioramento delle condizioni di vita, aumento del sovrappeso, esposizione a sostanze ambientali che possono interferire con il sistema ormonale e cambiamenti dello stile di vita.
Si tratta però di associazioni complesse: non esistono relazioni semplici o dirette.

Durante la pandemia si è parlato molto di un aumento dei casi di pubertà precoce: che cosa avete osservato?
Durante la pandemia da SARS-CoV-2 molti centri, incluso il Burlo, hanno osservato un aumento delle diagnosi di pubertà precoce.
È probabile che il cambiamento dello stile di vita in quel periodo abbia avuto un ruolo: maggiore sedentarietà, più tempo trascorso in ambiente domestico, aumento dell’utilizzo dei dispositivi elettronici e una situazione di stress prolungato potrebbero aver contribuito al fenomeno.
Resta però difficile capire quanto si sia trattato di un reale incremento dei casi e quanto, invece, di una maggiore attenzione da parte delle famiglie.

Quando è il caso di rivolgersi a uno specialista?
Quando il bottone mammario compare prima degli otto anni, soprattutto se associato a una crescita molto rapida.
Nelle bambine con pubertà precoce si osserva spesso un’accelerazione iniziale della crescita accompagnata da un avanzamento dell’età ossea, cioè una maturazione più rapida dello scheletro.
Questo significa che si cresce prima. Ma si smette di crescere anche prima, con il rischio di una statura finale inferiore rispetto al potenziale genetico atteso.
Va considerato anche l’aspetto psicologico: essere l’unica bambina della classe a presentare uno sviluppo puberale precoce o il menarca può avere un impatto importante nelle relazioni con i coetanei.

Ci sono falsi miti ancora diffusi?
Uno dei più comuni è che dopo il menarca non si cresca più. In realtà la crescita continua, anche se rallenta progressivamente.
Può capitare anche che la familiarità porti a minimizzare il problema — “è sempre stato così in famiglia” — ma oggi disponiamo di strumenti diagnostici molto più precisi rispetto al passato.

Che cosa resta ancora da capire?
Soprattutto l’evoluzione delle forme intermedie, come il telarca variant.
Servono studi prospettici e follow-up più lunghi per capire meglio quali bambine evolveranno verso una pubertà precoce e quali no.
Anche la genetica rappresenta un campo in rapido sviluppo, così come lo studio dei fattori ambientali che potrebbero influenzare i tempi dello sviluppo puberale.

 

 

 

 

 

 

“La comparsa precoce del bottone mammario non indica automaticamente una pubertà precoce, ma richiede una valutazione accurata. Il problema non è solo capire se e quando è iniziata la pubertà, ma distinguere le situazioni che evolveranno da quelle che resteranno stabili”, conclude il dott. Gianluca Tamaro dell’IRCCS Burlo Garofolo.

 

Bio 

Il dott. Gianluca Tamaro è pediatra endocrinologo presso l’IRCCS Materno Infantile Burlo Garofolo di Trieste. Si occupa di endocrinologia e diabetologia pediatrica, con particolare interesse per crescita, pubertà, diabete di tipo 1. È autore di numerose pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali e membro delle società scientifiche SIEDP ed ESPE.

 

 

Data di aggiornamento: 
08/06/2026

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