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La celiachia non è sempre una diagnosi che arriva con sicurezza. A volte i sintomi sono sfumati, gli esami del sangue non convincono e persino la biopsia lascia dubbi. In quei casi, l’attesa diventa parte della malattia. Ed è proprio lì, nel territorio dell’incertezza, che nasce un’innovazione firmata Burlo.
Con il progetto SEMPLICE, Luigina De Leo, ricercatrice sanitaria dell’IRCCS Burlo Garofolo, ha sviluppato e brevettato una metodica rapida per individuare gli anticorpi anti-transglutaminasi direttamente nell’intestino, là dove la celiachia ha origine. Un test pensato per funzionare nella pratica clinica quotidiana, capace di accorciare i tempi diagnostici nei casi più difficili e di portare la risposta più vicino al paziente.
La stessa idea di medicina “su misura”, che parte dai meccanismi biologici per migliorare le decisioni cliniche, attraversa anche le altre storie di questo numero. Con il Prof. Jun Yang, Direttore di Scienze Farmaceutiche del St. Jude Children’s Research Hospital di Memphis (USA), pioniere della farmacogenomica in oncologia pediatrica, il DNA diventa una bussola per scegliere il farmaco giusto ed evitare tossicità inutili nei bambini. E con IMAGINE, il progetto coordinato dalla Prof.ssa Marzia Lazzerini che guida il Centro Collaboratore OMS del Burlo, la qualità delle cure alla nascita viene misurata ascoltando chi quelle cure le vive: madri e operatori sanitari, oggi in 37 Paesi e domani nel mondo.
Nel quarto numero di Burlo in Research trovate tutto questo: una ricerca che non cerca scorciatoie, ma strumenti concreti per rendere la medicina più precisa, più tempestiva e più equa.
Intervista a cura della Direzione Scientifica - Direttore Scientifico Prof. Massimo Zeviani grazie al supporto della dott.ssa Lorenza Masè. Si ringrazia per le foto la dott.ssa Denise Zerjal.