CORONAVIRUS: psicologhe e psicologi del Burlo rispondono

Le misure di contenimento vigenti per il nuovo coronavirus impongono un importante cambiamento del contesto di vita e dei comportamenti di ciascuno di noi, a livello individuale e famigliare, con ripercussioni a livello psicologico e relazionale. Questo ci fa spesso sentire isolati, indifesi, spaventati e anche arrabbiati e può generare un livello di disagio tale da impedire il nostro adattamento alla situazione contingente.

L’IRCCS Burlo Garofolo ha voluto mettere a disposizione le competenze specialistiche di psicologhe e psicologi dell’Istituto per offrire un sostegno ai genitori e alle future o neo mamme, che si trovano in difficoltà, nel periodo di emergenza che stiamo vivendo per il nuovo coronavirus.

L’iniziativa prende il via dal 14 aprile con l’attivazione di un servizio telefonico di supporto psicologico: “Coronavirus: Linea diretta con gli psicologi del Burlo” e l’implementazione della sezione: “Coronavirus: domande frequenti dal punto di vista psicologico” nella pagina web dedicata (vedi sotto).

 

CORONAVIRUS: LINEA TELEFONICA CON PSICOLOGHE E PSICOLOGI DEL BURLO

Dal 14 aprile è attivo il servizio di supporto psicologico telefonico del Burlo, rivolto a chi ha dubbi o domande legate alla situazione personale e/o famigliare che sta vivendo con le attuali misure di contenimento. Il servizio vuole rispondere ai bisogni di genitori e future/neo mamme ed è accessibile tramite il numero: 320 43 89 134, attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12. Una volta dato il consenso, lasciate i vostri dati, un numero di telefono e una breve descrizione del problema; verrete ricontattati/e dallo/a psicologa di riferimento. Per accedere non è necessario essere pazienti del Burlo.

Questo servizio non sostituisce in alcun modo le prestazioni sanitarie cliniche di tipo psicologico, neuropsicologico e/o psicoterapeutico.

 Il servizio offerto riguarda esclusivamente tematiche psicologiche e relazionali.

Per dubbi e informazioni di carattere sanitario, relativi all’emergenza  in corso, vi invitiamo a consultare le risorse istituzionali e il link:

Vedi l'intervista alla Dott.Zanello su Tele4

 

CORONAVIRUS: DOMANDE FREQUENTI DAL PUNTO DI VISTA PSICOLOGICO

In questa sezione vengono pubblicate man mano le risposte alle domande più frequenti (FAQ Frequently Asked Question) ed i collegamenti alle risorse web più interessanti sul tema, sempre verificate a livello scientifico dai nostri professionisti.

14/04/2020 DOMANDA E RISPOSTA N.1

Come posso spiegare al/la mio/a bambino/a cosa sta succedendo/ cos’è il coronavirus?

Risponde la Dott.ssa Elisa Zanello, Dirigente Psicologo della Direzione sanitaria - Ufficio Continuità assistenzale

Sicuramente la domanda era più sentita nei primi giorni delle misure di contenimento, ma merita tuttora una risposta.

Riprendendo quanto proposto dagli psicologi specialisti e dagli esperti di psicologia dell’emergenza che si sono prodigati in questo periodo per il sostegno alla nostra popolazione, ricordiamo che è importante dare al/la bambino/a informazioni o risposte veritiere e corrette, in termini per lui/lei comprensibili (in base all’età e allo sviluppo), in modo calmo e rassicurante (più di quello che dico è importante come lo dico) e avendo cura di essere coerenti su quanto si dice e quanto si fa (es. dire “Non c’è da aver paura” e poi fare la spesa per un esercito può innescare dubbio e quindi sfiducia). Quando parlate con vostro/a figlio/a di questi temi, è importante che evidenziate: (1) quello che può attivamente fare per aiutare (es. lavarsi le mani, contando fino a 20 o cantando “tanti auguri a te”, ricordare ai grandi di farlo, aiutare nelle pulizie, ecc.); (2) l’avere fiducia negli esperti, i tanti medici negli ospedali che curano le persone, e i tanti scienziati nei laboratori che lavorano per trovare una cura.

In generale, nella vita quotidiana, sia per gli adulti che per i/le bambini/e e ragazzi/e, è importante limitare l’esposizione alle informazioni, notizie e immagini che ci offrono i media su questo tema; è raccomandabile scegliere di informarsi in modo controllato e circoscritto evitando il momento prima di andare a dormire. Con i/le bambini/e e ragazzi/e è importante condividere il momento in cui ci si informa, in modo che non siano esposti senza protezione a messaggi che possono essere per loro spaventosi (e talvolta anche per gli adulti).

RISORSE WEB

Di seguito riportiamo alcuni link a risorse utili sul tema.

Video:

Il coronavirus spiegato ai bambini dai bambini:

Il coronavirus spiegato ai bambini dai bambini / sottotitoli in inglese

Il coronavirus spiegato ai bambini dai bambini / linguaggio dei segni

 

Storie:

Policlinico di Milano: Il coronavirus spiegato ai bambini e adolescenti con intervista alla psicologa e la bella storia di Margherita (anche in versione per bambini con disturbo dello sviluppo)

 

Idee e Suggerimenti:

Ospedale Bambino Gesù di Roma: Nuovo Coronavirus: come affrontare la giornata in casa con i bambini

 

06/05/2020 DOMANDA E RISPOSTA N.2

Mio figlio ha una certificazione di Disturbo Specifico dell’Apprendimento cos’è cambiato nell’apprendimento e nelle valutazioni con la didattica online?

Risponde la Dott. Isabella Lonciari Dirigente Psicologo presso la Struttura Complessa di Neuropsichiatria Infantile IRCCS “Burlo Garofolo”.

Questi alunni non sono “abbandonati” la nota del 17 marzo 2020 del Ministero dell’Istruzione specifica che “occorre dedicare …particolare attenzione nel rispetto dei piani didattici personalizzati stilati”. Anche nella didattica a distanza si prevede l’utilizzo di strumenti compensativi e dispensativi ad esempio sintesi vocale, mappe concettuali.
Per un approfondimento si rimanda alla nota 388 del 17 marzo 2020.

 

06/05/2020 DOMANDA E RISPOSTA N.3

In tempi di Coronavirus, quali sono le difficoltà e come possono essere risolte nei soggetti con DSA?

Risponde la Dott. Isabella Lonciari Dirigente Psicologo presso la Struttura Complessa di Neuropsichiatria Infantile IRCCS “Burlo Garofolo”.

La prima difficoltà è il fattore “tempo”: il ritmo delle lezioni online ha tempi serrati come le lezioni frontali con l’aggravante che l’alunno fatica ad interagire con l’insegnate.
Che fare?
Dare la possibilità di registrare le lezioni in modo che si possano riportarle magari in una mappa concettuale.
La seconda difficoltà è il “carico cognitivo”: gli alunni con DSA faticano a gestire in autonomia argomenti nuovi quindi la didattica a distanza non deve essere mera assegnazione di pagine da studiare ed esercizi da svolgere... I genitori posso aiutare ma non hanno le competenze per essere investiti dal ruolo d’insegnate.
Che fare?
Gli alunni con DSA hanno bisogno di una chiara organizzazione delle attività da svolgere nella giornata che deve essere concordata con il docente in quanto gli studenti con DSA faticano a gestire in autonomia argomenti nuovi.
La terza difficoltà è il fattore “dell’organizzazione” i ragazzi con DSA hanno difficoltà nell’organizzare dei materiali, ad esempio, gestire il diario, reperire le schede.
Che fare?
Gli insegnati devono dare unitarietà alle proposte e scegliere piattaforme il più possibile uguali per tutte le materie. Troppi input, modalità di lezioni a distanza diversi disorientano gli studenti.
Per gli alunni con DSA e i loro genitori ed insegnati si possono trovare tutte le informazioni utili sul sito www.aiditalia.org.

In tempi di coronavirus, quali opportunità per i ragazzi con DSA?
I ragazzi con DSA possono essere una risorsa per tutta la classe in quanto sono abituati ad utilizzare strumenti informatici. Il computer è veloce, permette di memorizzare un’enorme quantità di dati, produce documenti ben impaginati, riproducibili e rielaborabili, di semplice reperibilità e scambio. L’informatica rappresenta un’ottima opportunità per chi convive con la dislessia. Pensiamo ad esempio ad un disgrafico (disturbo che compromette la resa formale della scrittura) in cui la sua riproduzione grafica può essere illeggibile e il computer invece permette una rappresentazione ottima del suo elaborato. In questi tempi, il ragazzo con DSA non si sente più “discriminato” perché tutta la classe utilizza lo stesso strumento informatico.
Inoltre può essere una risorsa per tutta la classe nel momento in cui viene richiesto un ripasso di qualche argomento, infatti si può chiedere al compagno con DSA che metta a disposizione le sue “mappe concettuali” oppure può indicare i siti migliori dove si possono reperire perché già abituato ad utilizzarle.

 

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Giovedì, 9 Aprile, 2020

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