La qualità delle cure alla nascita non si misura solo con i numeri dei protocolli o con le linee guida. Si misura anche con l’esperienza di chi le riceve e di chi le presta. Ascoltare entrambe le voci, in modo sistematico e comparabile, è l’idea alla base di IMAgiNE EURO, il progetto internazionale coordinato dal Centro Collaboratore OMS dell’IRCCS Materno Infantile Burlo Garofolo.
Nato per capire cosa funziona e cosa può essere migliorato nell’assistenza materno-neonatale, oggi il progetto coinvolge 37 Paesi e si prepara a fare un passo ulteriore, aprendosi al mondo con IMAGINE GLOBAL. Un’evoluzione che punta a usare i dati per rendere le cure più eque, più efficaci e più rispettose, ovunque.


Che cos’è IMAgiNE EURO e perché è importante
IMAgiNE EURO è un progetto internazionale coordinato dal Centro Collaboratore dell’OMS dell’IRCCS Materno Infantile “Burlo Garofolo”, che documenta in modo sistematico la qualità delle cure materno infantili, triangolando due prospettive complementari, ovvero quella delle madri e del personale sanitario. Attraverso indicatori che riflettono standard OMS, questionari anonimi e validati tradotti in oltre 30 lingue, il progetto misura la qualità dell’assistenza materno-neonatale dal punto di vista di chi la vive direttamente. L’obiettivo è semplice e ambizioso: capire cosa funziona, cosa non funziona e come migliorare i servizi di maternità, usando dati comparabili tra Paesi, oltre che regione e singoli punti nascita, e nel tempo, fornendo ad esempio informazioni sul periodo post- emergenza COVID rispetto alle fasi acute di pandemia. È anche uno strumento fondamentale per orientare decisioni di politica sanitaria basate su evidenze solide (pianificazione), e per valutare l’impatto di eventuali progetti di miglioramento della qualità delle cure attuati (monitoraggio).
Un traguardo strategico: 37 Paesi, 105 istituzioni e oltre 150 ricercatori coinvolti
Avviato nel 2020 sotto la guida della Prof.ssa Marzia Lazzerini Responsabile del Centro Collaboratore OMS presso il Burlo Garofolo, il progetto celebra oggi una crescita senza precedenti:
• 37 Paesi partecipanti,
• 105 istituzioni coinvolte,
• oltre 150 ricercatori, tra cui esperti dell’OMS, UNICEF e importanti istituzioni accademiche internazionali.
Le sue radici risalgono al 2015, con uno studio pilota condotto al Burlo. Nel 2018, grazie al sostegno della Regione Friuli-Venezia Giulia, è diventato un progetto regionale per migliorare la qualità dell’assistenza materno-neonatale. Dal 2020 si è ampliato a tutta la Regione Europea dell’OMS e oggi si prepara a compiere un ulteriore passo avanti: l’espansione globale.
Verso IMAGINE GLOBAL: il progetto si apre al mondo
Il network si sta ampliando oltre l’Europa: tra i nuovi partner figurano Ucraina e Islanda, insieme a Paesi extraeuropei come Brasile, Sri Lanka, Saudi Arabia, Indonesia e Qatar. In arrivo anche, Australia e Cina. Questa evoluzione porterà a un nuovo nome, IMAGINE GLOBAL, e a una collaborazione scientifica su scala mondiale.
Una banca dati unica: oltre 110.000 madri e 7.600 operatori coinvolti
In quattro anni, IMAgiNE EURO ha raccolto un patrimonio informativo unico nel suo genere:
• >110.000 madri,
• 7.600 operatori sanitari, hanno partecipato attraverso questionari anonimi tradotti in 28 lingue (per le madri) e 17 lingue (per gli operatori).
Il questionario destinato alle donne è stato recentemente aggiornato includendo un tema di grande attualità: la salute mentale materna.
31 articoli scientifici e una piattaforma per confrontare sistemi sanitari
Finora il progetto ha prodotto 31 pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali peer-reviewed, documentando in modo comparabile la qualità dell’assistenza materno-neonatale nei diversi Paesi. I dati raccolti alimentano analisi epidemiologiche e comparative, contribuendo alla definizione di programmi di miglioramento, raccomandazioni e politiche sanitarie basate sull’evidenza.
Un passo decisivo verso la riduzione delle disuguaglianze
L’espansione e l’evoluzione del progetto rappresentano un avanzamento significativo verso la creazione di una rete globale dedicata alla qualità delle cure materno-neonatali. Al centro del percorso restano le voci delle donne e degli operatori sanitari, elementi indispensabili per progettare servizi più efficaci, più equi e più rispettosi.