Il lupus: una malattia complessa che colpisce adulti e bambini
Il lupus eritematoso sistemico è una malattia cronica autoimmune ed infiammatoria che nel 15-20% dei casi esordisce in età pediatrica. Sistemico significa che colpisce molti organi ed apparati del corpo, cronica vuol dire che può durare tutta la vita, autoimmune ed infiammatoria indica che una inopportuna attivazione del sistema immunitario è responsabile dei danni associati alla malattia.
Negli ultimi 20 anni sono stati fatti molti passi in avanti nella comprensione dei meccanismi patologici coinvolti nello sviluppo del lupus: disfunzioni nell’eliminazione di cellule danneggiate, e formazione di aggregati tra anticorpi e frammenti cellulari, possono tradursi in una alterata attivazione della risposta immunitaria.
Come risultato vengono aggrediti i tessuti normali dell'individuo con conseguente infiammazione di organi specifici come la pelle, le articolazioni, i reni, e molti altri.
Il lupus da sempre è considerato una malattia multifattoriale, in cui fattori ambientali come infezioni, esposizione solare, farmaci, concorrono insieme a fattori genetici a determinare la patologia
Il lupus pediatrico può presentare un decorso clinico più severo del lupus che insorge in età adulta.

Cosa fa il Burlo per i bambini con lupus: attività di diagnostica e ricerca
Negli ultimi anni, nel nostro Istituto sono stati fatti enormi progressi nell'individuazione dei fattori genetici coinvolti nello sviluppo del lupus. In particolare, anche grazie alle collaborazioni internazionali, è aumentata la conoscenza di un nuovo tipo di lupus in cui la mutazione di un singolo gene è responsabile della difettosa eliminazione di materiale cellulare "vecchio". Questi pazienti hanno un esordio molto precoce di lupus con manifestazioni infiammatorie particolarmente severe, causate soprattutto da una sostanza normalmente usata dal sistema immunitario per combattere i virus, l’interferone di tipo I.
Negli ultimi 4 anni, il laboratorio della Clinica Pediatrica del Burlo si è attrezzato per l’analisi e lo studio della “signature” interferonica nell’ambito reumatologico, come aiuto per il percorso diagnostico di queste forme rare su base genetica e per migliorare la scelta terapeutica, tenendo conto della sostenibilità di nuovi farmaci innovativi.
La “signature” interferonica rappresenta la “firma” che l’interferone (molecola chiave nella patogenesi del lupus) lascia a livello di tutto l’organismo, e non solo nel sito preciso in cui si manifesta la malattia, e che risulta facilmente tracciabile attraverso un semplice test di laboratorio.
I risultati di questa analisi ci permettono di classificare i bambini sulla base del coinvolgimento interferonico, e di indirizzare quindi la scelta di farmaci mirati che vadano ad agire proprio su questo meccanismo.
L’esperienza di laboratorio maturata in questi anni e l’integrazione con i dati clinici ha permesso sia di identificare alcuni casi di lupus pediatrico all’esordio, consentendo quindi di impiegare prontamente farmaci adatti, sia di comprendere i meccanismi alla base di alcune malattie simil-lupus che hanno potuto beneficiare di trattamenti diversificati.

Cosa ci insegna il lupus nei bambini
Il lupus pediatrico può rappresentare un ottimo “modello” per studiare la complessità del lupus che si sviluppa anche in età adulta: il maggiore contributo di alterazioni genetiche della produzione di interferoni nei bambini potrebbe rendere conto di una maggiore componente infiammatoria ed un più lento sviluppo di manifestazioni autoimmuni nel lupus pediatrico che in quello dell’adulto.
Il lupus dei bambini ci permette quindi di studiare i differenti meccanismi patogenetici della malattia prima che si sviluppi la tipica complessità del lupus dell’adulto.
In un lavoro recente, abbiamo indagato le potenzialità della “signature” interferonica nell’identificazione di “sottogruppi” di bambini che possano quindi beneficiare di trattamenti distinti. Il risultato del lavoro ha permesso di individuare un “sottogruppo” di lupus con una prevalente infiammazione mediata dall'interferone, normali livelli di complemento (che di solito è ridotto nei pazienti con il lupus) e minori manifestazioni autoimmuni.
L’identificazione e la caratterizzazione di sottogruppi di lupus pediatrico risulta utile non solo per la stratificazione terapeutica dei bambini stessi, ma anche per implementare la comprensione delle caratteristiche multifattoriali del lupus dell’adulto.

Per saperne di più: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7183668/pdf/13075_2020_Article_2161.pdf

Contributo scritto da: Serena Pastore, Alessandra Tesser, Alberto Tommasini.

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Venerdì, 8 Maggio, 2020

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