L’IRCCS Burlo Garofolo, con l’accettazione Ostetrica Ginecologica, costituisce il servizio di riferimento per le pazienti vittime di violenza sessuale e per le donne che subiscono maltrattamenti in gravidanza.
L’Istituto ha avviato ripetuti percorsi di formazione per gli operatori atti a fornire loro gli strumenti per comprendere il fenomeno della violenza ed in particolare della violenza sessuale ed a renderli idonei a gestire queste situazioni.
Il percorso per le donne che subiscono violenza cerca di garantire una tempestiva presa in carico fino al loro accompagnamento, se consenzienti, ai servizi pubblici o privati dedicati presenti sul territorio di riferimento al fine di elaborare, con le stesse, un progetto personalizzato di sostegno e di ascolto per la fuoriuscita dalla esperienza di violenza subita. (L.G. Nazionali 2017)
Il percorso del nostro Istituto recepisce il “PROTOCOLLO OPERATIVO MEDICO LEGALE TRA LA REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA - SERVIZIO SANITARIO REGIONALE E LE PROCURE DELLA REPUBBLICA DEL DISTRETTO FRIULI - VENEZIA GIULIA IN TEMA DI VIOLENZA SESSUALE” attuato nel 2010 e LE LINEE GUIDA NAZIONALI 2017
Le donne vittime di abuso sessuale che si rivolgono al nostro servizio sono accolte dall'ostetrica che rappresenta il primo momento di contatto svolto in un ambiente protetto per garantire l’assoluta privacy.
Un mito diffuso è che la gravidanza risulti in qualche modo una situazione  protettiva nei confronti della violenza e dei maltrattamenti. Purtroppo la violenza non risparmia la donna neppure durante questa fase della vita, anzi può cominciare a inasprirsi proprio in questo periodo.
• WHO: 1 donna su 4 vittima di una qualche forma di violenza in gravidanza
• Violenza domestica: dati variabili da 1,2 al 27.6% in alcuni Paesi(Garcia Moreno, WHO Multi-country Study on Women’s Health and Domestic Violence against Women, Geneva WHO 2005)
• 2.9 morti materne : 100.000 nati vivi [National Death Reporting system]
La gravidanza può essere uno dei momenti scatenanti della violenza all’interno della coppia. In gravidanza iniziano il 30% dei maltrattamenti da parte del partner e nel 13% dei casi si aggravano e intensificano episodi di violenza iniziati in precedenza (Gazmararian et al.JAMA 1998).
La violenza da parte del partner è la seconda causa di morte per le donne in gravidanza (Population Reports 1999).
D’altra parte proprio la gravidanza e il parto possono favorire un maggior contatto tra la donna e il personale sanitario, quindi possono fornirle l’occasione per far emergere la sofferenza legata alla violenza domestica e per poter formulare una richiesta di aiuto.
COSA SI PROPONE DI FARE L’ISTITUTO?
Valutazione del rischio;

  •  Informare dell’esistenza dei centri antiviolenza e dei servizi offerti dagli stessi (accoglienza, consulenza legale, supporto psicologico, affiancamento nell’iter giudiziario…)
  •  Informare della possibilità di sporgere denuncia;
  •  Offrire la possibilità di restare ricoverata in osservazione (anche con i propri bambini) per il tempo utile a garantire l’avvio di un percorso dedicato e comunque sempre condiviso.
  •  Se la paziente non intende o non è capace di interrompere il rapporto con l’aggressore, proporle (invitarla) ugualmente un incontro con il Centro antiviolenza Goap info@goap.it

Tel. 040.3478778 o servizi sociali per pensare insieme (ad una eventuale protezione per lei e se ci sono, anche per i suoi figli) a “ vie di fuga” in caso di emergenza, per lei ed eventualmente per il neonato.

Amministrazione Trasparente